Come mi sono avvicinata ai romanzi

Il primo romanzo che ho letto?

Mentre rispondevo a questa domanda mi sono resa conto di una cosa che mi ha portata a pormi una seconda domanda: quando ho cominciato ad avvicinarmi ai libri?

La risposta non è così scontata.

All’inizio stavo rispondendo intorno ai quindici anni, però a pensarci bene non sono andate così le cose.

Quando ero bambina mi piaceva leggere e qualche libro lo avevo. Mi piacevano soprattutto le immagini che mi incollavano alle pagine e quando passavo davanti a una cartoleria del mio quartiere, restavo a guardare il dorso dei libri del battello a vapore, sperando che mamma me ne prendesse uno.

Una volta, mentre ero nello spogliatoio per prepararmi alla lezione di danza, ricordo che mamma mi cambiava perché io non volevo smettere di leggere il romanzo “Il diario di paul e susy.” Mi aveva stregata.

Purtroppo mamma non capì il mio amore per i libri che dovetti accantonare a causa della mancanza di materia prima.

Fu al termine della terza media, grazie a un amico, che ricominciai ad avvicinarmi alla lettura (non ho detto romanzi di proposito), mostrandomi il mondo variegato dei fumetti, di cui mi innamorai.

Fu anche grazie a loro che cominciai a imparare qualche parola di inglese, lingua assai ostica finché non andai a vivere a Londra per qualche mese.

Full metal alchemist

Perciò cominciai a leggere i fumetti e le loro storie mi entusiasmavano. Mi piacevano i disegni, cominciai ad affezionarmi ai loro personaggi e terminare una saga era come perdere degli amici.

A sedici anni arrivò una stagista nella mia classe e un giorno poggiò sulla cattedra un libro chiamato “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini e restai a fissarlo finché la stagista non mi chiese se volessi leggerlo. Le risposi di sì e tornai a casa con il romanzo. Dopo una settimana glielo riconsegnai e mi domandò se mi fosse piaciuto.

Le risposi che lo avevo letto due volte, lasciandola senza parole. Quel romanzo mi aveva stregata a tal punto che non riuscivo a tenerlo lontano. Come lo finivo lo dovevo cominciare di nuovo.

Quando terminò lo stage, mi consegnò un pacchetto che aprii e trovai la sua copia del “il cacciatore di aquiloni” con una dedica speciale per me. Mi emozionai così tanto che quasi mi misi a piangere.

Fu così che entrai nel mondo dei romanzi e mi accompagnarono per tutta l’adolescenza fino a ora che ho ventisette anni.

Leggere mi da la possibilità di conoscere vari punti di vista, conoscere nuovi mondi e comprendere come ragionano le persone, aiutandomi a coltivare l’empatia.

Ha alimentato la mia ispirazione aiutandomi a creare delle vere e proprie storie che farcivo di dettagli e spunti presi nella vita reale, nei film o nei libri.

Una delle cose che più amo fare è leggere un libro che mi prende, che desidero ardentemente finire e mi tiene incollata alle sue pagine. Che mi fa venire il desiderio di correre a casa per riprenderlo e quando finisce, di chiuderlo e riaprirlo.

Per fortuna ho trovato libri così, anche se sono stati molto rari. Molte persone non voglio rileggere il libro, io invece desidero proprio cercare quel libro che mi catturi.

Sono molto felice che il destino mi abbia fatto incontrare quella stagista, perché ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita: quello di riportarmi sulla strada dei romanzi.

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