Hikari: la compagna d’avventure di Melanie nel romanzo Con te ho trovato la luce

Hikari: perché ho voluto regalare a Melanie un cane

Sin da bambina ho sempre desiderato avere un cane e penso sia il sogno della maggior parte dei bambini averne uno.

Photo by Kai-Chieh Chan from Pexels

Ho avuto un cane femmina quando ero alle elementari ma dopo un anno ci ha lasciati per una malattia fulminante. Anche se ho dei ricordi molto sbiaditi di Pizzi (amavo l’omonimo della carica dei 101 e anche se era femmina, ho voluto darle quel nome), non posso scordare l’affetto che avevo per lei.

A vent’anni si è realizzato finalmente il mio desiderio di avere un cane e la mia vita è completamente cambiata.

Ho un rapporto splendido con Zen, anche se a volte riesce a farmi arrabbiare, ma credo che sia una cosa normalissima, per cui non me la prendo più di tanto.

Però avere un cane è meraviglioso. Quando torni a casa con un diavolo per capello e trovi una creatura che ti fa un sacco di feste dalla felicità di vederti ti fa passare tutto il malumore.

Passeggiare per i boschi e vederlo esplorare mi mette pace e allegria, perché so che è felice di essere lì. Stare in quei posti senza di lui non mi da la stessa gioia di quando condividiamo insieme quei momenti.

Adoro leggere o scrivere sul divano con Zen che mi dorme vicino, facendomi compagnia. A volte mi capita di mettermi seduta sul divano e nel giro di qualche minuto sento il ronfo di qualcuno che è appena finito nel mondo dei sogni e credetemi, non sapete quanto mi renda felice sapere che si è rilassato così tanto grazie alla mia presenza da essere caduto in un sonno profondo.

Ho voluto dare a Melanie la fortuna di condividere la sua vita con un cane, una femmina di Akita di nome Hikari. Il suo nome significa Luce in giapponese e richiama il titolo.

Come Zen mi ha cambiata e mi ha aiutata a conoscermi più approfonditamente, per Melanie Hikari è stata quella luce che l’ha aiutata ad affrontare le prime paure da quando ha perso la memoria.

Vedere una cucciola di due mesi camminare per le vie di Londra senza timore le ha dato una tale sicurezza da farla uscire da sola, senza la protezione della famiglia.

Hikari è la forza di Melanie. Sono entrambe molto attaccate l’una all’altra ed è stata proprio Hikari a farle incontrare Jacqueline a Hyde Park.

Quando si trasferisce a Edimburgo è l’unica amica che ha e sulla quale conta molto. Con lei ama passeggiare nei parchi, boschi e per la città. Le piace stare in sua compagnia e perde la testa se qualcuno osa anche solo insultarla.

A volte il comportamento di Hikari l’aiuta a sbloccarla, quasi sapesse che in quel momento avesse davvero bisogno di lei. Si capiscono al volo senza il bisogno di parlarsi e Melanie adora farla addormentare mentre la coccola e parlandole dolcemente di tutto ciò che le passa per la testa.

Riprendemmo a passeggiare finché non costeggiammo il cancello che proteggeva la scuola fino allʼentrata. Davanti a me, si estendeva il vialetto dʼingresso e lo stomaco si contorse dal nervosismo.

«Non so se posso farc…» Non finii la frase che Hikari scappò nel prato facendo un gran caos tra i gruppetti disseminati nel parco. Cʼera chi urlava spaventato e pregai che Hikari li mordesse e chi rideva e la chiamava per affondare le mani nel suo folto pelo fulvo. Le corsi dietro insieme a mia madre e tra la folla scorsi Evan, che salutai velocemente e venne ad aiutarci.

«È meglio se la prendi prima che mrs Gretch la veda.» Mi avvertì, divertito.

«Chi è mrs Gretch?» Gli domandai, incuriosita.

Lui si fece scuro in volto e, con un lievissimo cenno del capo, mi fece capire che la persona in questione ci aveva appena scorti.

«Di chi è questo cane?» Tuonò una signora sulla cinquantina, venendo verso di noi a passo di marcia. Oddio.

Il parco si svuotò in un secondo e ringraziai mentalmente Evan per essere rimasto con me e mia madre. In quel momento, Hikari corse verso di noi e si sedette da sola sul mio piede.

«Brava, Hikari.» Le dissi, sarcastica. «Mi dispiace, mi è scappata dal guinzaglio.» Dissi a Crudelia Demon, che mi trucidò con lo sguardo.

«Nessun animale è ammesso.» Mi sgridò gelidamente.

Molto probabilmente aveva dei seri problemi se credeva che io stessa avessi fatto entrare un cane dentro la scuola. Non aveva visto che correvamo per riprenderla? Hikari le rispose con un “Baf” e non lasciò alcun dubbio dʼinterpretazione. Accanto a me, Evan stava facendo di tutto per trattenere le risate e io dovetti mordermi lʼinterno guancia. Crudelia si fece rossa in volto e per fortuna si intromise mia madre.

«Le chiedo ancora scusa, mrs Gretch. Non succederà più.» Ne approfittai per salutare Hikari e senza alcun indugio, mi affrettai ad andare a scuola seguita da Evan. Ormai lontani dalle orecchie indispettite di mrs Gretch, scoppiammo a ridere di gusto.

«Il tuo cane è stato fortissimo.» Ridacchiò Evan. «Sono sicuro che lʼabbia mandata a quel paese.»

«Ne sono certa anchʼio.» Salimmo le scale con le lacrime agli occhi.

Sperai per mia madre che si togliesse dai piedi quella rompiscatole e dovevo un favore a Hikari. Se non fosse scappata, non sarei mai entrata a scuola e mi aveva messa di buon umore.

Estratto da “Con te ho trovato la luce parte 1”

Il legame che le unisce è molto forte, facendo ricredere i suoi genitori che non erano stati molto d’accordo nel prendere un cane per una persona che aveva perso la memoria. Se Melanie ha Hikari, il merito è di Jack che si è impuntato per fargliela avere e se i loro genitori non avessero cambiato idea, sarebbe andato lui stesso fino in Francia, in un allevamento di Akita dove hanno preso Hikari, per prenderle un esemplare di akita.

Era il suo regalo per Melanie affinché lei si riprendesse dal periodo nero che stava vivendo. In certo senso Hikari è stata un cane da pet therapy.

Questo dimostra anche quanto i due fratelli siano legati tra loro e Jack farebbe qualsiasi cosa pur di vedere felice la sua sorellina.

Amo gli akita e volevo che anche Zen, a modo suo, fosse nel mio romanzo sotto mentite spoglie. L’akita che vedete nella copertina è proprio lui.

 

 

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