Punto di vista di Shane nell’estratto del capitolo 7

7. Il leader del club di arti marziali (estratto)

Punto di vista di Shane

Ciao, se c’è una cosa che mi piace leggere è il punto di vista maschile. A volte mi chiedo cosa fa il personaggio quando non è presente e muoio dalla curiosità di scoprirlo.

Adoro il loro punto di vista e solo alcuni romanzi sono riusciti a elettrizzarmi quando leggevo le loro storie. Non è semplice riscrivere una storia da un altro punto di vista senza annoiare il lettore.

Oggi ho voluto regalarvi questo piccolo extra raccontato da Shane Walker.

Buona lettura.

Era incredibile che Blane mi avesse scelto come insegnante e che si fossero uniti al club cinque bambini a cui badare. Erano delle piccole pesti e anche se Blane aveva passato tutto lo scorso anno a prepararmi, mi sentivo inadeguato a quel compito.

Li avevo chiamati per iniziare il riscaldamento ed erano corsi da me. Il loro entusiasmo era riuscito a infondermi un po’ di fiducia. Blane era sommerso dalle scartoffie e non potevo contare su di lui.

Presi un profondo respiro e cominciammo il riscaldamento. Si chiamavano Michael, Yuri, Brian, Ivan e Paul, anche se li confondevo spesso e loro si divertivano a prendermi in giro.

Di tanto in tanto notavo Blake e Mandy guardarci per poi sghignazzare e andarsene. La porta della palestra si spalancò e Blane chiamò il ritardatario. Cercai di capire chi fosse, perché non mancava nessuno all’appello ma Ivan e Brian attirarono la mia attenzione.

«Shane, hai una nuova recluta» chiamò Blane. Una nuova recluta? Questa sì che era bella. Corsi da lui e quando la vidi il mio cuore sbatté contro il petto, quasi anche lui volesse vederla. Melanie si voltò e l’espressione si indurì, inducendomi a frenare bruscamente.

«È uno scherzo?» dicemmo all’unisono. Repressi una risata. Era assurdo la sintonia che ci legava. Eravamo sulla stessa lunghezza d’onda. Lei mi guardò malissimo e io finsi di ricambiare con il medesimo sguardo. Ci saremmo divertiti tantissimo con lei.

«Non voglio essere allenata da lui» insistette. Ce l’aveva davvero con me e ne approfittai per divertirmi un po’.

«Se è per questo, io non voglio perdere neanche un secondo del mio tempo con te.»

«Mi dispiace, signorina, ma nel foglio c’era scritto» commentò Blane. «Shane, tu alleni i principianti.»

«Nel foglio c’è scritto il suo nome e Walker.» Era così convinta di avere ragione da non riuscire a trattenere le risate.

«Dovresti informarti meglio. Walker è il mio cognome. Shane Walker. Sarà divertente vederti nella classe dei bambini.»

«A livello cerebrale ti puoi trovare bene solo con loro.» Alzai un sopracciglio e rivalutai la ragazzina. Aveva la lingua biforcuta, pronta a ferirti. Non sapeva quanto fossi abituato a quel trattamento.

«Non voglio più far parte di questo club. Mi scusi se le ho fatto perdere tempo.»

«Ne è davvero sicura? Potrebbe tornarle utile» disse Blane nel vano tentativo di farle cambiare idea. Se pensava che così l’avrebbe fatta ritornare sui suoi passi si sbagliava di grosso. Una tipa come lei non cambiava idea tanto facilmente.

«Sì, grazie. Mi scusi ancora.» Nel silenzio attonito osservammo Melanie andarsene. La porta si chiuse dietro di lei e nella palestra non volò una mosca.

Cominciavo a sentire gli sguardi dei presenti su di me che diventavano sempre più opprimenti.

«Cosa volete?» chiesi, stufo di quella situazione.

«Sei riuscito a mandarla via!» esplose Mandy. «Complimenti.»

«Ehi, è stata lei a non voler entrare nel club» mi difesi, «e poi non sei tu quella che non vuole esserle amica? Evan me l’ha detto di come l’hai snobbata il primo giorno.» Mandy arrossì ma la conoscevo troppo bene per sapere di averla zittita.

«Lo sai come stanno le cose.»

«Volevamo tutti che entrasse e tu che fai? Ci litighi?» sbottò Robert.

«L’avete sentita? O c’ero solo io?» Ma che gli prendeva?

«Sì, ha un bel caratterino» osservò Julian e non ci fu nessuno che restò sorpreso. Di solito era quello che stava sempre zitto e non partecipava alle nostre discussioni. «Ma perché sei qui? Vai a fermarla.»

«Andarle dietro? Siete pazzi? Non ci penso proprio.»

«Allora preparati ad avere tutto il club contro.» Mandy fece un passo avanti, spalleggiata da tutti, persino Blane era dalla loro parte.

«Veramente volete che…?» Non terminai la frase che Blake mi spinse verso la porta.

«E non tornare finché non hai risolto la questione.» Furioso per essermi ritrovato in quella situazione, avevo colpito il saccone con un pugno ed ero uscito dalla palestra per andare a cercare Melanie. Non sapevo nemmeno dove fosse finita!

«Se stai cercando Melanie, l’ho vista salire sul tetto.» Ringraziai una ragazza del club di fotografia e mi diressi lì. Aprii la porta e infatti la trovai mentre faceva una foto a Edimburgo, nascosta dietro la punta della torre.

Non si era accorta di me e mi avvicinai. Allungai la mano, pronto a sfiorarle i riccioli scuri e accarezzarla. Richiusi il pugno e la chiamai.

«Che ci fai qui?» Melanie saltò sul posto e per poco non le cadde il telefono di sotto. Repressi un sorriso.

«Che ci fai tu qui» ribatté furibonda «Non hai dei bambini da allenare?»

«Sono venuto a prenderne una.» Irritata per la mia risposta, si girò verso la città. Mi avvicinai con il cuore in gola e le ginocchia molli. Ostentando una finta sicurezza appoggiai le mani sul parapetto, godendomi lo spettacolo che si prospettava davanti ai miei occhi.

«È bellissimo qui. Ci vengo sempre quando voglio restare da solo.» Non sapevo perché lo stessi dicendo. «Puoi anche venire. Non siamo nel padiglione principale e difficilmente qualcuno se ne accorgerebbe.»

Lei obbedì e quando i nostri corpi furono vicini, chiusi gli occhi per evitare di saltarle addosso e chiuderla in un abbraccio.

«Veramente. Di’ al professor Blane che non voglio venire.» Il cuore si spezzò per il fatto che non voleva unirsi a noi. Di sottecchi la osservai e notai che mi stava guardando assorta, confermandomi di essere innamorata di me.

«Almeno guardami senza farti notare.» Sapevo di essere un mostro ma dovevo stemperare la situazione prima di fare qualcosa di veramente stupido. Come baciarla. Lei si girò dall’altra parte e non avevo bisogno di leggerle la mente per sapere quante me ne stesse dicendo.

«Ma chi ti stava guardando» rispose infatti, punta sul vivo. «Il mondo non ruota tutto intorno a te.»

Ah, piccola Melanie. Sapevo benissimo quanto fosse nervosa accanto a me. Lo sapevo che provava qualcosa nei miei confronti e se da una parte ne ero felice, dall’altro avevo paura. Non volevo che si avvicinasse a me. Non volevo provare il dolore di perdere la persona che amavo una seconda volta.

Mi piegai in avanti finendo nel suo campo visivo. Aveva due occhi blu meravigliosi.

«Il tuo sì però.» Diventò rossa come un peperone e mi spinse via.

«Sei proprio un cretino.»

Mi tornarono in mente dei momenti bellissimi e risi. «Scherzi a parte, non devi dare alle persone un potere così forte su di te. Cioè non fraintendere. Per me se vieni o no, non fa alcuna differenza, ma se vuoi una cosa, non devi rinunciare perché c’è qualcuno che non sopporti. Poi se vuoi regalare soldi a una palestra, fa pure.»

«Chi ti dice che mi iscriverò a una palestra?»

«Credevo fossi venuta per il fatto di Brianna. Quella è pazza ed è meglio se impari a difenderti.» Conoscevo bene Brianna e sapevo quanta malvagità covasse all’interno. Era la ragazza più cattiva che avessi mai incontrato.

«Non hai pensato che potessi venire solo per partecipare a un’attività?» Scoppiai a ridere e notai l’espressione adombrarsi. Melanie in un altro club che non fosse il nostro? Escluso.

«Per favore, potevi scegliere tra il club di cucina e cucito» la punzecchiai e ridacchiai alla furia che le stava illuminando lo sguardo. Era così bello prenderla in giro.

«Ho visto che c’erano diversi bersagli. A cosa servono?» Restai in silenzio per qualche secondo. Dove voleva arrivare?

«Oltre alle arti marziali insegniamo anche a maneggiare diversi strumenti come l’arco o le spade. Ma quello è solo per gli avanzati» mi affrettai ad aggiungere. Melanie con una spada in mano non era rassicurante.

«Peccato, potevo far sembrare la tua morte un incidente» confessò, delusa. Risi tantissimi mentre lei se ne andava indignata dalla mia reazione.

Melanie non aveva la più pallida idea di cosa aveva scatenato. Forse non avrei più represso il desiderio di conoscerla approfonditamente e fatto sul serio con lei.

Per conoscere cosa accadrà tra Melanie e Shane, leggete il romanzo Con te ho trovato la luce parte 1.

Se questo piccolo extra con il punto di vista di Shane vi è piaciuto, lasciate i vostri commenti e condividete.

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